Una ricetta che si perde nel passato, una tradizione che si conserva identica da secoli, una lavorazione lunga e rigorosamente manuale, un gusto deciso e intenso: questo è il pistiddu, delizioso dolce al vincotto simbolo del nostro paese, Dorgali, a cui si richiama anche il logo Esca.

Un dolce la cui storia è da sempre legata con quella dei tradizionali fuochi accesi alla vigilia delle due principali feste dorgalesi di gennaio, Sant´Antonio (il 16) e San Sebastiano (il 19).
È in occasione di queste ricorrenze, infatti, che il dolce -preparato con pazienza e decorato con dovizia dalle donne dorgalesi per conto delle famiglie dei ´priori´ dei due santi- veniva offerto in piazza, accompagnato da del buon vino, a tutta la comunità raccolta per la celebrazione di ancestrali riti propiziatori intorno ai falò odorosi di rosmarino.

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Fuoco di San Sebastiano (foto: www.sardegnacultura.it)



Sono almeno 3 le particolarità di questo dolce:
  • Il nome
    Deriva dal ripieno stesso -una marmellata a base di sapa di mosto d´uva (o fichi), scorze d´arance grattugiate, miele e poca semola- chiamato, appunto, pistiddu.
  • L´impasto
    La lavorazione, lunga e laboriosa, può essere eseguita con due tipi di impasto, entrambi fatti a mano.
    La pasta suitta o travallà (significa ´lavorata´), a base di semola di grano duro, poche uova, zucchero e strutto, è la variante più antica e impegnativa da preparare; il suo buon profumo a base di semola mette in risalto il gusto intenso del ripieno.
    La pasta ciambella è più ricca di ingredienti ma più facile da preparare; fragrante e friabile, si sposa in modo più delicato col pistiddu.

  • Le decorazioni
    Il pistiddu, composto da due dischi circolari di sfoglia con dentro il ripieno, è un dolce esteticamente molto bello da vedere.
    Merito delle gradevoli decorazioni eseguite a mano sul disco di copertura con l´uso di rotelle dentate e altri ferretti: gli abili ricami fitomorfi (fiori, foglie, piante, frutti) o l´incisione di croci e iniziali dei due santi conferiscono simboli benedicenti e beneauguranti al dolce.


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Nel nostro laboratorio, prepariamo ancora a mano il pistiddu seguendo la ricetta tradizionale: è in questo modo che vi garantiamo autenticità e sapore. Un dolce genuino e sostanzioso che vi consigliamo di consumare entro 7/8 giorni dall´acquisto, per gustarlo al meglio in tutta la sua fragranza.



Curiosi di conoscere come lo prepariamo nel nostro laboratorio, in modo sempre rigorosamente manuale?

Seguiteci in questo video (dal min. 13.48 al min. 15.35) realizzato dalla troupe -capitanata dalla simpatica Adele Di Benedetto- di La Scia Bianca, programma tv sul turismo in Italia, in visita nell´estate 2013 nel Golfo di Orosei.
La nostra Caterina (responsabile del reparto produzione) presenterà anche a voi in modo pratico come prepariamo il Pistiddu Esca, seguendo sempre fedelmente la ricetta tradizionale.

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